Vi è mai capitato di trovarvi sul divano di casa vostra e fare un po' di "zapping"?
Ecco. pensateci. Cos
ì facendo mi si è aperta una finestra su di un mondo colmo di poesia ed Amore.

Era il 1993, avevo 10 anni, il tempo non era dei migliori ed io mi trovavo a casa, davanti al camino, con una
bella influenza in corso. Cosa fare? ... Zapping!
Tra televendite sterili, quiz infiniti, sport e tristi commedie... Mi soffermo su di un uomo, vestito di nero, che si
appresta a cantare... Un certo "Renato Zero", di cui non conoscevo assolutamente nulla.
Microfono alla mano, si siede... La musica comincia a farsi pi
ù avvolgente... E sento le prime, fatidiche, parole:
"Seduta qui, vicino a me... Ed una sigaretta viene... e un'altra va..."
I miei occhi si chiudono... e si riaprono dopo qualche minuto, sulla scia delle note appena scomparse... Si
riaprono su di un mondo diverso, con lacrime che scendono lente e incredule, come fossero sorgenti d'Amore...
Il giorno dopo mi reco al negozio pi
ù fornito, dove basta una nota per sfogliare un'enciclopedia umana.
Voglio "Motel", non mi interessa su quale CD, non mi interessa il prezzo. Io voglio "Motel".
Lui, che ormai
è diventato un caro amico, mi consegna tra le mani "Trapezio". Io lo guardo e penso che questo
Renato Zero sia cambiato molto, da quella foto. Cos
ì tanto da non sembrare lui. Lo compro.
Per giorni e giorni si ripetono le note di quel brano, senza neppure degnarmi di ascoltare gli altri, quando, in una
giornata di pioggia, mi ritrovo a dover passare tutta la giornata
impegnandomi per una ricerca scolastica.
Senza musica non posso studiare, senza musica non posso rilassarmi, senza musica... No, senza musica no!
"Trapezio" scorre nel mio stereo, per la prima volta per intero.
La magia... Ha fatto il suo effetto. Mi ha colpita. Non
ho più scampo. La poesia mi ha avvolta, l'Amore mi ha
stregata, la musica mi ha abbracciata e le parole mi hanno dilaniato - positivamente - il cuore.
Da quel giorno... Dentro di me sar
à  tutto diverso.
Su Internet stamp
ai la lista dei CD di Renato Zero e li portai al mio negoziante. Li volevo tutti!
E cos
ì fu. Ogni mese ne portavo a casa cinque o sei, finché la discografia fu completa.
Brano dopo brano, nota dopo nota.. Imparavo, capivo, aprivo gli occhi su verit
à  troppo scomode per il luogo
dove sono cresciuta, troppo "diverse" per l'educazione ricevuta.
Tutto aveva un colore strano, un colore bellissimo chiamato "AMORE". L'aveva dipinto la poesia di Renato
Zero, di quel cantautore che non conoscevo, di cui ora potrei parlare per giorni e giorni.
Oggi, quel colore
è dentro di me... Come un battito irrefrenabile... Per sempre.

La mia favola non
è finita qui... Ci sono tante pagine da scrivere, tanti episodi da raccontare, tanta passione da
trasmettere... A voi, a Lui, a me stessa... Vi aspetto...

                                                                          
Sara